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- Un anno di cammini ed escursioni
E niente...avevo scritto tutto un pippone ma non si è salvato. Comunque l'idea era di raccogliere alcune delle escursioni che ho fatto per condividere le emozioni del viaggio, della scoperta, dell'avventura. Il 2020 ci ha costretto in casa, tra le quattro mura che rappresentano da sempre la sicurezza. Forse ci siamo accorti, perchè obbligati a causa del virus, che la troppa sicurezza può farci stare male. Non parlo del Covid ovviamente, ma della vita che perdiamo chiusi in casa senza vedere il cielo, senza metterci in gioco. Uscire dalla porta fa paura perchè mettersi in strada è pericoloso, ma la paura di qualcosa di nuovo, di una strada mai percorsa, non deve metterci in gabbia. La fuori il mondo è troppo bello per non provare a vederlo con i propri occhi. Il Virus passerà e quando accadrà dovremo essere pronti a una nuova vita, forse un pò diversa ma sicuramente più consapevoli delle nostre capacità di resistenza e della necessità sfruttare pienamente il tempo che abbiamo per vivere delle avventure.
- Fornelletto da campeggio, prima accensione.
Pochi video e pochi post in questo periodi di quarantena: poca voglia e troppa serietà. In preparazione di futuri trekking ecco come affrontare il sacro fuoco sprigionato dal fornelletto da campeggio. C'è poco da dire, guardate il video! Buona visione, spero di tornare presto in montagna per segnalarvi percorsi e farvi vivere nuove avventure, buon video.
- Polenta al rifugio Martina, sopra Bellagio
Ebbene sì, ho ceduto al richiamo della polenta. Ho mancato al mio dovere di camminatore e mi sono lasciato corrompere dalla mia gola, ma non sono affatto pentito anzi, ho deciso di replicare con i pizzoccheri...vedremo dove. Il rifugio Martina si trova in località San Primo in provincia di Como ed è comodamente raggiungibile da Milano in circa 1 ora e mezza di auto seguendo la Statale 36 del lago di Como e dello Spluga passando da Monza, costeggiando sulla destra il lago di Pusiano, poi quello di Segrino e attraverso Canzo, 75 km circa. Non si arriva direttamente al rifugio ma bisogna lasciare l'auto a circa 20 minuti a piedi presso il piccolo parcheggio nel bosco, non ci si può sbagliare perchè una sbarra impedisce di proseguire oltre. La passeggiata inizia nel bosco e il terreno è quasi pianeggiante ma tranquilli, la pendenza si farà sentire dopo pochi minuti. Usciti dal bosco una prima radura ci regala uno scorcio meraviglioso sul lago di Como e sui paesini della sponda opposta, Lenno e Ossuccio, qui scatta la foto di rito e un giro di drone, non mio per immortalare il momento. Sono in compagnia di Marco, Alice, Libe e Serena che erroneamente pensavano di andare a fare trekking, cosa che io non avevo mai detto loro: il mio unico scopo era la polenta oncia che al rifugio Martina è una vera goduria. Dalla radura la salita si fa sentire ma in meno di 10 minuti si arriva al rifugio e piccola fatica è ampiamente ripagata dalla vista sul lago di Como: guardate il video e ditemi se non è un panorama pazzesco. Finalmente alle 14 arriva il nostro turno per mangiare ed è veramente un trionfo di polenta, iniziamo con gli antipasti: tagliere di salumi e formaggi e una scodella di polenta oncia da dividere, il tutto accompagnato dal vinello della casa; la bresaola era veramente buonissima e il formaggio di capra super delicato. Il piatto forte è la polenta e dunque ci sbizzarriamo scegliendo ognuno un piatto diverso per poi assaggiare rubando agli altri: polenta oncia, polenta e stinco, polenta e cervo, polenta e brasato. Che spettacolo! Con la pancia piena ma ad ora tarda ci incamminiamo sul sentiero che porta al monte San Primo, meta per gli appassionati di trekking e che conto di provare a breve. Vestiti non proprio da trekking, con scarpine più adatte a passeggiare lungo il Naviglio Martesana che non sulla palta e in salita, ci avventuriamo per ben 1 km sul monte ma tra scivoloni e il sole che sta scendendo decidiamo di desistere, sarà per la prossima volta. Volete andare al rifugio Martina? Ecco alcune info: Prenotazione E' necessario prenotare ma per la domenica è meglio farlo con un pò di anticipo. Prezzi In 5 abbiamo speso 21€ a testa, tutto incluso: vino della casa, acqua e coperto. Ecco il sito del rifugio per i contatti e le informazioni Rifugio Martina
- Il sentiero della speranza
Che tu sia un pellegrino in senso religioso o che tu ti senta pellegrino in termini di scoperta del mondo e di te stesso, questo percorso fatto in compagnia o in solitaria ti può regalare grandi emozioni e un senso di pace e tranquillità che raramente la vita di tutti i giorni riesce a concedere. I giochi di luce e ombra che il sole riesce a creare tra la valle e la montagna o tra i rami degli alberi mi hanno accompagnato come gli stati d'animo che si alternano durante la giornata; le zone grige della malinconia, l'ombra di quando mi sento giù di morale o triste e la luce di quando riesco a vedere il bello in me o negli altri. Da grande ignorante quale sono, non conoscevo il significato del Rosario ma salendo sugli scalini del sentiero della speranza ho scoperto che esistono 5 misteri del Rosario attraverso le raffigurazioni artistiche poste lungo il percorso. Misteri della Gioia: 1. L'annunciazione della nascita di Gesù a Maria SS. 2. Maria SS. visita S.Elisabetta 3. Gesù Cristo nasce povero a Betlemme 4. Gesù viene presentato al tempio 5. Gesù viene ritrovato al tempio Misteri della Luce: 1. Il Battesimo di Gesù al Giordano 2. La Rivelazione di Gesù alle nozze di Cana 3. L'Annuncio del Regno di Dio con l'invito alla conversione 4. La Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo 5. L'istituzione dell'Eucaristia, espressione Sacramentale del tempo Pasquale. Misteri del Dolore: 1. Gesù agonizza nel giardino degli ulivi 2. Gesù viene flagellato alla colonna 3. Gesù viene incoronato di spine 4. Gesù viene caricato della croce 5. Gesù muore in croce Misteri della Gloria: 1. Gesù risorge 2. Gesù sale al cielo 3. Lo Spirito Santo discende su Maria e i primi cristiani 4. Maria SS. è assunta in cielo 5. Maria SS. è incoronata Regina dell'universo Arrivato quasi alla fine, il Santuario della Madonna della Corone mi si presenta in tutta la sua suggestione, aggrappato alla montagna come un bambino in braccio alla mamma. Mancano ancora qualche centinaio di scalini e la bellezza del luogo, il richiamo della meta mi spingono ad affrettare il passo. Improvvisamente dal santuario il suono delle campane fà eco in tutta la vallata e mi riempie di serenità e di stupore per una sensazione che non mi aspettavo di provare. Ho provato a raccontare cosa ho vissuto io ma ognuno può vivere unì'esperienza diversa: vi invito a visitare il santuario della Madonna della Corona, è veramente un'esperienza che va al di là del trekking e della visita culturale. Il percorso per arrivare al Santuario della Madonna della Corona si sviluppa sui fianchi del monte Baldo che dà sulla valle dell'Adige. Il sentiero che porta al santuario è stato nominato sentiero della speranza e ripercorre lungo i 1760 gradini i cinque misteri del Rosario. Il sentiero è lungo circa 5 chilometri e si può considerare come facile seppur con qualche punto un pò esposto. Il dislivello dal punto di partenza è di 600 metri e l'intero sentiero è percorribile in circa 2 ore. Il punto di partenza del sentiero della speranza è il paesino di Brentino Belluno in provincia di Verona, dove è possibile parcheggiare l'auto e trovare fin da subito le indicazioni per il santuario; consiglio di arrivare presto nei weekend perchè i posteggi non sono molti. Il santuario della Madonna della Corona è raggiungibile più facilmente dal paese di Spiazzi che si trova poco sopra il santuario ed è collegato da una strada asfaltata lungo la quale la via crucis ci porta fino alla chiesa ed è percorribile anche con passeggini. Da spiazzi parte anche un autobus che porta a circa 300 metri dal santuario e presso il santuario sono presenti un bar-tavola fredda e i servizi igenici.
- Breve visita a Faenza
Faenza è una piccola città di circa 50.000 abitanti e si trova a metà tra Imola e Forlì in Emilia Romagna. Ho vissuto a Faenza per tre settimane e posso riassumere il tutto in una sola frase: una città a misura d'uomo. Ero a Faenza per un nuovo lavoro e non ho potuto visitarla a fondo ma ho vissuto i suoi luoghi, i bar, i ristoranti tipici e ho potuto parlare con diverse persone del posto. Io sono di Cassina de' Pecchi, attaccato a Milano e ho particolarmente apprezzato la quasi assenza di frenesia, la possibilità di girare a piedi, gli edifici bassi e la generale cordialità che ho respirato; un senso di pace e tranquillità. Mi accorgevo di tornare verso Milano perchè sul Frecciarossa i milanesi imbruttiti iniziavano ad alzarsi e mettere il giubbotto 20 minuti prima dell'arrivo; teniamo presente che Bologna Milano si fà in 60 minuti... In fin dei conti però sono imbruttito pure io e sceso dal treno alla stazione centrale di Milano iniziavo a trottare lungo i binari a velocità ultrasoniche e assai spazientito da chi camminava più lento e non posizionava a destra sulla scala mobile. Faenza è famosa per la ceramica e una visita che consiglio è il museo internazionale della ceramica di Faenza; io non sono riuscito a visitarlo ma tornerò sicuramente. Da non perdere è la passeggiata nel centro storico e la visita al parco Bucci, una parco pubblico che d'autunno regala colori meravigliosi e che sorprende per la quantità di animali che lo abitano. Guardate il video per farvi un'idea di questa bella città.
- La mia Via degli Dei
Da Bologna a Firenze a piedi, 130 km attraverso gli appennini tosco-emiliani. E' stato il mio primo cammino e da quando è terminato, ogni mattina mi sveglio con la testa immersa nei nei boschi e nei paesaggi da cartolina che ho visitato. Sono partito da Milano domenica 15 settembre e ho concluso la Via degli Dei giovedì 19 settembre; compagno di viaggio e motivatore è stato Marco che vedrete nei video. I video della Via degli Dei clicca qui Ho raccolto le emozioni, la fatica, le risate e le bellissime persone incontrate in 5 video che ripercorrono le 5 tappe della Via degli Dei che trovate nella pagina dedicata ai cammini del mio sito; spero di farvi emozionare e di farvi provare le stesse sensazioni che ho provato io. Se mai vi venisse voglia di percorrere questo cammino trovate le informazioni su dove ho dormito e mangiato e la guida che ho utilizzato. 28 km il primo giorno e zaino allacciato male: stavo schiattando sulle rive del Reno. Le risate di una coppia di fidanzati con la tenda con lo zaino più pesante del mio mi hanno incoraggiato ad arrivare alla fine. Il secondo giorno volevo mollare alle ore 12 dopo 6 km di asfalto in salita e con il sole a picco (unico tratto bruttino di tutta la via), ma un panino a Monzuno ha risollevato la giornata. Il terzo giorno mi sono rilassato tra i monti e mi sono goduto i 25 km di percorso. Il quarto giorno al monte Gazzaro eravamo un bel gruppo ed è filato tutto liscio fino alle fatidiche ore 12...il calo glicemico! Ho detto a Marco: "voglio le tagliatelle al ragù e una coca cola ghiacciata altrimenti non mi muovo da qui" Il quinto giorno la discesa da Fiesole a Firenze e il ritorno nel traffico ma con i complimenti delle persone che ci vedevano passare con i grossi zaini e le scarpe piene di terra; ricordo un'anziana signora vestita di bianco che uscita dal panettiere ci ha salutato "forza ragazzi che siete quasi arrivati, congratulazioni". Sono molte le cose belle da sottolineare di questo cammino e non voglio annoiare con un lungo elenco, guardate i video per vivere il cammino tramite le immagini; il cammino lo fanno anche le persone che hai incontrato e che hanno condiviso con te le loro storie, i loro sorrisi o anche solo qualche migliaio di passi. Marco è stato il mio compagno di viaggio e che dava il ritmo alla passeggiata, senza Marco ci avrei messo 20 giorni e la sua tranquillità nei due momenti i cui ho pensato di non farcela è stata provvidenziale. Le signore settantenni del Friuli che camminavano allegramente chiacchierando in salita come faccio io quando vado al mercato del venerdì a Cassina de' Pecchi. Il secondo giorno ci ho impiegato 1 ora e mezza a salire i 600 metri del Monte Adone, sono partito mezz'ora prima delle signore e sono arrivato in cima in fame d'aria solo 2 minuti prima delle mitiche signore dal Friuli, fantastiche. Sara da Camaiore, incontrata al santuario di San Luca il primo giorno e che con la sua risata ha rallegrato tutto il cammino; la forza da vera toscana di Sara è da ammirare, ha concluso il cammino nonostante le vesciche. Andrea da Brescia che per resistere al dolore alla caviglie si è drogato di Aulin, Annibale e Giacomo sempre da Brescia simpaticissimi. Giovanni e Alessandro i toscani, Orvino e la figlia da Belluno. Sonia con cui ho attraversato il confine tra Emilia e Toscana, i fidanzati in tenda di cui non ricordo il nome ma che ogni volta che mi superavano mi trovavano sdraiato per terra in affanno, il ragazzo in tenda con il mal di schiena, il professore dell'università di Trento che ha portato gli studenti a fare lezione di diritto ambientale lungo il cammino... L'ospitalità dei B&B e dei bar, ristoranti ecc.. è stata eccezionale, grazie a tutti loro è stato un bel viaggio, li trovate nella pagina della Via degli Dei. La pagina della Via degli Dei clicca qui Non vedo l'ora di partire di nuovo per il prossimo viaggio.
- Preparazione per il trekking sulla via degli Dei
Un percorso di 120 km da Bologna a Firenze lungo i resti dell'antica strada romana Flaminia militare tra boschi e montagne dell'appennino con nomi di divinità classiche. Non ho mai fatto un percorso di trekking di oltre una giornata e questi 130 km un pò mi preoccupano: avrò fiato per i dislivelli? Le ginocchia reggeranno? Il peso dello zaino portato in spalla per 5 o 6 ore al giorno segnerà indelebilmente la mia cute sensibile? Non ci sono risposte immediate, soprattutto quando si cammina; il pellegrino le risposte le trova in viaggio ed affronta le difficoltà una alla volta. Difficoltà numero 1: Abbinare il colore dei pantaloni con quello della maglietta traspirante della Decathlon. Perchè la bellissima maglietta tecnica da 3€ la fanno solo in 3 colori? Difficoltà numero 2: Decidere quante cose portarsi dietro; il kit di emergenza lo porto? Mai usato una garza sterile in vita mia ma son sicuro che se non la porto mi servirà. Difficoltà numero 3: E se devo andare in bagno proprio sul cucuzzolo del Monte Adone? Devo portare un rotolo di carta igienica sempre con me. Comunque non ho specificato che sto via 4 notti, non un mese intero, forse mi preoccupo troppo: vada come vada. Sono in totale 5 tappe da circa 24 km partendo da Piazza Maggiore a Bologna per arrivare in Piazza della Signoria a Firenze, luoghi stupendi che da soli meritano la fatica del cammino. Il percorso dà le spalle alla città di Lucio Dalla, bellissima dall'alto del santuario di San Luca, e volge lo sguardo alla Firenze di Dante o di Matteo Renzi se preferite. LE TAPPE 1- Bologna - Monte Adone 21,6 km. dislivello 700m in salita e 300m in discesa 2- Monte Adone - Madonna dei Fornelli 28 km. dislivello 820m in salita e 500m in discesa 3- Madonna dei Fornelli - Passo della futa 17,2 km. dislivello 560m in salita e 420m in discesa 4- Passo della Futa - San Piero a Sieve 21 km. dislivello 21 km. dislivello 210m in salita e 940m in discesa 5- San Piero a Sieve - Firenze 33 km. dislivello 1050m in salita e 1020 in discesa Il viaggio è low cost e la previsione di spesa tutto compreso è di, rullo di tamburi, 250€ inclusi pernottamenti, treni, una cena in trattoria, una cena comunitaria tra saccopelisti e circa 100€ per altri pranzi e cene. Buon cammino a me e al mio compagno di viaggio Marco.
- Lo spirito del bosco
Nonostante la paura di stare da solo, la paura di perdermi, di non sapere cosa si nasconde tra gli alberi, il bosco è un luogo che riesce a calmarmi e rilassarmi. Succede a molti e per ognuno esiste una spiegazione diversa, ma cosa ci accomuna? Come mai uno sterminato filare multiplo di alberi unisce così tante persone appassionate di montagna? Perchè l'ignoto che si cela nell'ombra, tra abeti rossi ed abeti bianchi non fà paura? Sono cresciuto con Indiana Jones, MacGyver e la Signora in giallo ma non vado in giro con la frusta, non faccio scoppiare bombe ogni 2 minuti e non mi trovo coinvolto in omicidi a giorni alterni; perchè allora il bosco non mi fà così paura? Forse perchè a guidarmi c'è un compagno invisibile che mi accompagna, una presenza benevola che è responsabile dell'equilibrio naturale dei boschi. E' lo spirito del bosco. Lo spirito del bosco esige rispetto per le sue creature e animo buono e forse è proprio lui che lega le persone mentre camminano sui sentieri e spinge ciascuno a non mancare mai del saluto a chi si incontra, cosa che tra i "sentieri" milanesi mai capiterebbe. Penso di aver incontrato lo spirito del bosco qualche giorno fà lungo il sentiero a lui dedicato, vuoi conoscerlo anche tu? Guarda il video.
- Le cascate della val Vertova
Piacevolissima gita agostana alle cascate di Vertova accompagnato da Alice che nel mio paese delle meraviglie conosco dai banchi delle scuole elementari. Partiti da Milano la val Vertova si raggiunge in circa 1 ora e la partenza dei vari percorsi e sentieri si trova a mezz’ora a piedi dal paese di Vertova dove si trova facilmente parcheggi anche la domenica: bisogna arrivare presto però. Ci sono numerosi sentieri che salgono sopra le cascate ma se volete fare il bagno nel torrente o prendere il sole a fianco delle cascate, il percorso è molto semplice e adatto a tutti; si risale il torrente lungo una mulattiera e ci sono numerosi punti in cui è possibile fermarsi. Il percorso totale dura poco più di 1 ora da Vertova e numerose sono le cascate che si incontrano. Al link qui sotto potete trovare il video della passeggiata: https://youtu.be/FufFVt-mz2E
- Blog ergo sum
Sto aprendo un blog 10 anni dopo che è scoppiata la moda dei blog. In realtà ho un blog un pò trascurato che parla di tecnologia nel mondo dei pc, cellulari, software ecc. dal 2013 ma sentivo il bisogno di raccontare altro. Tutti mi dicono che i blog non sono più di moda, che ci sono migliaia di canali youtube e che è impossibile emergere, chiariamoci subito le idee: mi piacerebbe che qualcuno oltre a mia sorella leggesse il mio blog ma non scrivo un blog per avere successo o imitare la Ferragni, lo scrivo in prima battuta per me, per raccogliere le idee, per raccogliere esperienze che ho vissuto e per condividere o dare consigli su dove andare nel weekend, cosa preparare per cena quando non hai voglia di cucinare, quale albergo scegliere se vai a Londra, condividere fotografie... So di non essere particolarmente innovativo ma chi se ne frega, se qualcuno troverà piacevole o utile le informazioni che racconterò sarò felicissimo anche fosse una sola persona. Buon blog a tutti. P.S. Iscrivetevi al mio canale Youtube Luca Peregrino #trekking #Blog @turismo #milano #viaggi #cucina #camminare
- 3 libri da leggere per l'estate
Come passare delle piacevoli vacanze tra passeggiate e ombrelloni? Ti propongo 3 libri, 2 che ho letto e 1 che devo ancora leggere, lascio anche il link per acquistarli su Amazon (cliccate sulla foto per l'acquisto) Buona lettura Il primo libro mi è stato consigliato un paio di anni fà da una ragazzo che lavorava con me, che a sua volta l'aveva letto perchè consigliato dallo zio. Il libro parla dell'evoluzione della specie umana dal suo inizio ai giorni nostri e lo fà in modo accattivante, coinvolgente e sotto una prospettiva per me nuova dell'evoluzione anche dal punto di vista sociologico. E' un libro divertente nel suo complesso e scritto in maniera da rendere scorrevole la lettura. Il secondo libro è una trilogia divenuta popolare in seguito ai quattro film usciti qualche anno fà. Possiamo far rientrare questa trilogia nel filone letterario della distopia, che racconta possibili evoluzioni del nostro mondo verso scenari non desiderabili in cui la tecnologia, la società e il potere convivono attraverso valori opposti ai nostri in cui disvalori come la violenza, la sopraffazione e lo sfruttamento dei più deboli vengono assunti come principi base per l'equilibrio della società. Il terzo libro lo devo ancora leggere ma sò di andare sul sicuro perchè è un'autore che leggo fin dal suo primo libro uscito nel 2009. Glenn Cooper propone un genere misto tra il poliziesco e lo storico creando romanzi con solide ambientazioni fisiche e supportati da verosimili basi storiche che rendono i suoi libri piacevoli, interessanti e con il giusto mix tra tensione tipica del poliziesco e la curiosità nello scoprire il filo che collega fatti del passato con il presente in cui sono solitamente ambientati i suoi romanzi. Non tutti i suoi libri mi sono piaciuti ma nel complesso lo leggo volentieri e leggerò anche " Il sigillo del cielo".










